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Associazione Regionale Albo dei Cavatori del Veneto

PATTI CHIARI – La gestione delle Terre e rocce da scavo nelle cave secondo le nuove linee guida S.N.P.A.

Martedi’ 15 ottobre 2019 si è svolto il 6 incontro del ciclo di formazione dell’Ass. Reg. Albo dei Cavatori del Veneto:

PATTI CHIARI ha lo scopo di creare un dialogo costruttivo tra le imprese estrattive e la Pubblica Amministrazione al fine di snellire le procedure amministrative in materia di cave e per chiarire alcuni aspetti normativi e dispositivi con lo scopo di ridurre comportamenti illegittimi non intenzionali da parte delle imprese con conseguenti azioni sanzionatorie in sede di controlli.

L’incontro di martedì si è incentrato sulla gestione delle Terre e rocce da scavo nelle cave secondo le nuove linee guida S.N.P.A.

“Le cave e gli impianti di cava sono fondamentali nella programmazione e gestione delle opere infrastrutturali, non solo come punti di approvvigionamento materiali ma soprattutto come cantieri strategici per la gestione delle terre e rocce da scavo, costituite sia ghiaia che da terra.

Nel Veneto abbiamo l’esempio passato e attuale del cantiere della Pedemontana, ovvero 8 milioni di mc di ghiaia di risulta da gestire e ad oggi almeno 5 milioni di mc di terra da collocare. Agli scavi della Pedemontana si uniscono anche gli interventi per la difesa idrogeologica post alluvione così come gli interventi post Vaia. A questi aggiungiamo anche i lavori per la realizzazione della TAV Tratta Brescia-Verona e tratta Verona-Vicenza con circa 3 milioni di mc.

Si è creata una certa sinergia, a volte simbiosi, tra le grandi opere sul territorio e le cave. La possibilità di stoccare e depositare ingenti volumi in tempi brevi è caratteristica solo delle cave. Terra per ricomposizione e ghiaia stoccaggio per mitigare i tempi dello scavo con i tempi dell’assorbimento del mercato.

Le cave dal canto loro anche in vista di queste opere si sono attrezzate a modificare la ricomposizione ambientale prevedendo maggiori volumi di terra in ingresso che, se da una parte comportano un miglioramento della morfologia finale e quindi dell’inserimento delle cave nel paesaggio, dall’altra comportano da subito maggiori oneri a garanzia del ripristino richiesto. Apprezziamo che la Regione Veneto, capofila nazionale, ci abbia riconosciuto questo ruolo prima con le delibere sui rifiuti di estrazione poi recentemente con la nuova legge cave, facendo rientrare nella coltivazione di cava anche la gestione dei materiali di scavo provenienti dall’esterno. Le nostre aziende si stanno infatti allontanando sempre più dal ruolo di solo cavatore per assumere il ruolo della gestione dei materiali inerti. L’attività estrattiva è normata da specifiche disposizioni statali e regionali che spesso nulla hanno a che vedere con le disposizioni applicate ai cantieri esterni. Dall’ambiente alla sicurezza.

Il nuovo ruolo delle cave comporta una possibile sovrapposizione di norme e competenze, soprattutto per quanto riguarda la gestione in cava delle Terre e Rocce da Scavo.

Questo confronto tra imprese, regione ed ARPAV mira ad analizzare la relazione tra le diverse norme e stabilirne i confini. Il tutto per permettere agli operatori di cava, alle imprese di costruzioni e ai professionisti di operare, ognuno nel proprio ambito, con la necessaria tranquillità.”

Il dott. Paolo Giandon ha esposto con chiarezza quali sono i temi più interessanti del manuale redatto da ARPAV “Linea guida sull’applicazione della disciplina per l’utilizzo delle terre e rocce da scavo”:

  • modalità di gestione delle terre secondo il dpr 120/2017
  • requisiti delle terre per la gestione come sottoprodotto
  • materiali di riporto e possibile presenza di amianto
  • adempimenti per le opere in via
  • adempimenti per le altre opere
  • adempimenti delle dichiarazioni obbligatorie e controlli da parte di arpa
  • la normale pratica industriale per la qualificazione delle terre e rocce
  • da scavo come sottoprodotti.

L’incontro è stato molto partecipato ed è stata una preziosa occasione per chiarire direttamente con l’ARPAV diversi aspetti che riguardano la gestione corretta di questi materiali e i possibili rischi penali in cui si può facilmente incorrere.  

Ringraziamo il Dott. Giandon per la chiarezza con cui ha illustrato il tema e per la disponibilità ad interloquire con gli operatori.

Ringraziamo anche il dott. Del Piero e i dirigenti regionali che per causa di forza maggiore non sono riusciti ad intervenire.

Ringraziamo le imprese Associate e di settore, i tecnici e consulenti  delle aziende,  i funzionari provinciali di Vicenza e regionali della VIA per la viva partecipazione.

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