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“Cave Amiche delle Api” – Un Nuovo Modello di Sostenibilità Ambientale

PRESENTATO A PALAZZO FERRO FINI IL PROGETTO “CAVE AMICHE DELLE API” CON IL PATROCINIO DEL CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO

Venezia, 6 febbraio 2025 – L’Albo dei Cavatori del Veneto e l’Associazione Regionale Apicoltori del Veneto, con il patrocinio del Consiglio della Regione Veneto, lanciano il progetto “Cave Amiche delle Api”, un’iniziativa innovativa che trasforma le cave in vere e proprie oasi per la biodiversità e la sostenibilità ambientale. Grazie al progetto “Ridiamo un sorriso per le api”, promosso dal Lions Club Vicenza La Rotonda, gli apicoltori hanno incontrato i cavatori e hanno dato vita a una nuova opportunità.

Le cave offrono infatti nuove opportunità per il territorio, contribuendo al risanamento ecologico e offrendo nuovi spazi per la tutela delle api e degli insetti impollinatori, fondamentali per l’equilibrio dell’ecosistema.

Roberto Ciambetti – Presidente del Consiglio Regionale del Veneto

“Un recente studio a firma di un team di ricerca dell’Università di Gottinga, della Nature And Biodiversity Conservation Union e del Thünen Institute di Braunschweig, i cui risultati sono stati pubblicati sul Journal of Applied Ecology ha dimostrato come le cave, nello specifico di calcare, rappresentano un habitat importante per le api che va tutelato se si vuole contribuire alla salvaguardia di questi insetti essenziali per l’impollinazione. Il dott. Felix Kirsch dell’Istituto per la biodiversità presso il Thünen Institute e autore principale dello studio ha affermato che le cave forniscono habitat preziosi per le api selvatiche e altri animali e piante. Il tema di ricerca ha infatti esaminato le comunità di api in 19 cave per lo più in disuso nella regione di Gottinga: i ricercatori sono stati in grado di identificare 114 specie, tra cui 35 specie in via di estinzione. Hanno studiato quali caratteristiche delle cave, come dimensioni, età, copertura di alberi e fiori, sono importanti per le api e se la struttura del paesaggio circostante gioca un ruolo. È stato scoperto che le vecchie cave che erano ben collegate alle vicine praterie calcaree avevano popolazioni più stabili di specie in via di estinzione. In Piemonte, la cava di gesso Nosei a Cocconato d’Asti è diventata una stazione di biomonitoraggio evidenziando come il lavoro delle api non è solo finalizzato alla produzione di miele ma anche ad analisi ambientale. Ebbene, si inserisce in questa scia virtuosa il progetto che viene presentato oggi, “Cave amiche delle api” con il quale si vuole far sì che una cava possa diventare un generatore di effetti positivi ambientali e sociali, che si autoalimenta economicamente. Al termine dell’estrazione del giacimento, infatti, le cave devono per legge tornare all’uso agricolo originario: attraverso progetti innovativi, tuttavia, possono trasformarsi in risorse strategiche per l’ambiente, come aree di stoccaggio verde della CO2, centrali di produzione di energie rinnovabili, aree di ricarica della falda, bacini di raccolta acque per l’irrigazione, a servizio di consorzi di bonifica, agricoltori e gestori idrici. Possono infine, appunto, diventare perfette oasi per le api: essendo state lasciate a riposo per lungo tempo da pratiche agricole, infatti, le aree di cava risultano prive di sostanze chimiche nocive comunemente utilizzate in agricoltura, trasformandosi così in rifugio sicuro e incontaminato, favorendo la biodiversità e sostenendo l’equilibrio ecologico”. Lo ha affermato il Presidente del Consiglio regionale del Veneto Roberto Ciambetti aprendo la conferenza stampa di presentazione del progetto “Cave amiche delle api”, tenutasi oggi a Palazzo Ferro-Fini. “In Veneto le cave sono distribuite in tutte le province, concentrandosi in particolare nel veronese, vicentino e nel trevigiano, un’area caratterizzata da una bassa qualità dell’aria per caratteristiche morfoclimatiche e antropiche peculiari. Proprio per la loro distribuzione diffusa sul territorio, sono siti ideali per ospitare azioni coordinate e di rete che possono dare un forte impulso positivo alla sostenibilità contribuendo alla cura e al risanamento ambientale del Veneto. Il progetto ‘Cave amiche delle Api’ non mira solo a creare delle oasi per la vita delle api, ma vuole creare una collaborazione con comunità locali e associazioni, in vista di benefici comuni. Le api non sono solo un patrimonio per la biodiversità, ma svolgono anche una fondamentale azione di biomonitoraggio, che significa fornire una descrizione di un luogo dal punto di vista dei possibili inquinamenti. L’ape, insomma è un buon rilevatore ecologico e, parimenti, il miele è un’impronta geografica del territorio. Ecco perché progetti come questo meritano di essere valorizzati: le potenzialità delle api nella ricerca e nella salute dell’ambiente sono vastissime ancora inesplorate. Sono certo che, proprio a partire da questo tipo di iniziative, le nostre capacità di lasciare un’impronta positiva sull’ambiente possano significativamente migliorare”, ha concluso il Presidente”.

Gerardo Meridio – Presidente Associazione Regionale Apicoltori del Veneto

L’Associazione Regionale Apicoltori del Veneto, con oltre 3.000 soci tra professionisti e appassionati, è un punto di riferimento per la tutela delle api e la produzione di miele di qualità. Grazie a una rete di 8 centri provinciali, l’associazione garantisce assistenza tecnica, formazione e supporto per gli apicoltori, contribuendo alla salvaguardia degli impollinatori, essenziali per la biodiversità. 

Le api sono sentinelle della biodiversità: la loro presenza e il loro benessere indicano la salute dell’ambiente. Tuttavia, negli ultimi anni, l’uso di pesticidi, il cambiamento climatico e la perdita di habitat naturali hanno minacciato gravemente la loro sopravvivenza. Gli apicoltori, con il loro impegno quotidiano, svolgono un ruolo fondamentale nella protezione degli insetti impollinatori, garantendo non solo la produzione di miele, ma anche la fertilità delle colture agricole e la salvaguardia degli ecosistemi naturali.

Con il progetto “Cave Amiche delle Api”, gli apicoltori del Veneto avranno a disposizione nuove aree sicure e prive di sostanze nocive, ideali per il posizionamento delle arnie e il ripopolamento delle api. Inoltre, saranno realizzati apiari didattici e percorsi educativi, per sensibilizzare scuole e cittadini sull’importanza dell’impollinazione per la sicurezza alimentare e la biodiversità.

Marco Vaccari – Presidente Associazione Regionale Albo Cavatori del Veneto

“Oggi, noi cavatori, celebriamo un’iniziativa che unisce innovazione, sostenibilità e territorio, dimostrando come il nostro settore possa contribuire attivamente alla tutela dell’ambiente e al benessere della comunità.

Con il progetto “Cave Amiche delle Api”, facciamo un passo avanti nella gestione delle nostre aree, trasformandole in veri e propri poli di biodiversità. Grazie alla collaborazione con l’Associazione Regionale Apicoltori del Veneto, le nostre cave diventano spazi dedicati alla tutela degli insetti impollinatori, fondamentali per l’equilibrio dell’ecosistema e per la qualità delle produzioni agricole. Attraverso la piantumazione di essenze mellifere, la creazione di apiari e percorsi didattici, offriamo un contributo concreto alla salvaguardia della biodiversità e alla crescita della filiera apistica.

Il nostro settore guarda avanti con visione e responsabilità. Le cave non sono solo luoghi di produzione di materiali necessari al territorio, ma anche spazi che possono generare valore per l’ambiente, per l’agricoltura e per le comunità locali. Lavoriamo per integrare sempre di più sostenibilità, tecnologia e tradizione, promuovendo progetti che rafforzano il legame tra industria, natura e persone.

Il progetto “Cave Amiche delle Api” è il primo in Italia ed è un modello replicabile e innovativo, che dimostra come lo sviluppo possa andare di pari passo con il rispetto per l’ambiente. Un impegno concreto per un futuro in cui l’equilibrio tra uomo e natura sia sempre più forte.

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